I Partigiani Tedeschi

Continua sempre a sorprendermi l’archivio storico di mio padre, il ciabattino, ogni volta che apro questi fascicoli trovo qualcosa di nuovo e la voglia di condividerlo mi prende subito, le chiamo pillole di Storia. E’ il caso di questi volantini in tedesco, tradotti sicuramente da qualche amico Partigiano, i caratteri della Olivetti ne certificano l’età.

E’ risaputo che nel corso della seconda guerra mondiale, furono tanti i soldati tedeschi che finità l’iniziale ubriacatura di entusiasmo Hitleriano nel corso dei mesi si lasciarono andare a ripensamenti, cominciarono a porsi delle domande. La guerra costava ai vinti ma anche ai vincitori, costava in termini di vite umane, costava economicamente, come riporta un volantino che confronta il valore del Marco tedesco col Franco Svizzero, prima e dopo Hitler, a Zurigo nel 1932 un Marco Tedesco valeva 1,23 Franchi, nel 1945 ne valeva solo più 0,13.

Si chiamano disertori i soldati che in tempo di pace o di guerra abbandonano il loro posto senza autorizzazione, Per i disertori della Wehrmacht c’è inoltre da considerare la loro situazione particolare che investiva l’onore del reparto di appartenenza, per via di un tradimento inconcepibile nella tradizione militare, ragione che induceva i loro superiori a registrare la scomparsa come se fosse stata causata da fattori bellici. Per diserzione furono circa 100.000 le condanne ai lavori forzati, corrispondenti a circa l’1% dei militari tedeschi arruolati; e furono circa 20.000 le condanne a morte eseguite. Nella Germania postbellica, per decenni, i disertori e i “traditori” sono stati considerati dei “criminali” non solo di fronte alla legge ma anche di fronte all’opinione pubblica: molti di loro, che avevano passato anni nei lager ed erano sopravvissuti con il fisico distrutto da privazioni e malattie, hanno condotto una vita da reietti, resa più difficile dal fatto che molti lavori erano loro preclusi, Si pensi che solo nell’anno 2009 il Parlamento di Berlino ha votato una legge che cancella tutte le sentenze dei tribunali militari, concedendo la riabilitazione a disertori e “traditori” di guerra, cioè ai soldati della Wehrmacht che si ribellarono o mostrarono soltanto qualche dubbio sulla guerra del Terzo Reich, con il suo seguito di assassini, stragi, deportazioni.

In Italia molti soldati Tedeschi si schierarono con i Partigiani, in Carnia ad esempio si formò un intero battaglione Tedesco che si unì alla Resistenza, il Freies Deutchland Batallion (Battaglione della Germania Libera), poi a La Spezia, in Emilia, nel nord Italia. Lo storico Roberto Battaglia, nel suo libro: “Partigiani Tedeschi nella Resistenza Italiana” scrive: «…la partecipazione di partigiani stranieri alla resistenza italiana, sia di singoli che di gruppi, è stata forte e significativa».

La Svizzera in quanto stato neutrale, veniva vista un po’ come la meta di questi soldati, ecco perché in questi volantini, rigorosamente originali, l’invito ai commilitoni della Wehrmacht era di rifugiarsi nel paese d’oltralpe.

Informazioni su labottegadelciabattino

Sono un curioso del XX secolo
Questa voce è stata pubblicata in Fascismo e Resistenza. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...