Marca Leun

In piemontese, la terminologia “marca leun” sta a indicare un prodotto di alta qualità.

Sulle origini di questo nome, ancora ci si divide i sostenitori del made in Piemont continuano ad attribuire questo termine alla storica fabbrica di caramelle Leone produttrice di dolciumi di alta qualità e che aveva tra i suoi clienti i reali d’Italia, nel merito riporto una mia piacevole intervista fatta a Guido Monero titolare della Ditta Leone. Per altri è opinione comune che il termine derivi dagli spettacolari film prodotti dalla casa cinematografica americana Metro Goldwin Mayer e che aveva appunto come logo la celebre testa di leone : “ all’Ideal a fan n’cine marca leun” (all’Ideal proiettano un film marca leone)

La Metro Golwin Mayer nacque nel 1924 (come il ciabattino) da un’associazione composta da tre grandi produttori: Marcus Loew della Metro Picture Corporation, Louis B. Mayer capo della Louis B. Mayer Pictures e Samuel Goldwyn, quest’ultimo proprietario della Samuel Goldwyn Production. Fin da subito questa majors si distinse dalla altre per la spettacolarità dei suoi film a costi altissimi, grazie anche all’enorme patrimonio immobiliare dei soci .

L’idea del leone come logo della casa cinematografica, venne a Howard Dietz, allora direttore della pubblicità, che lo utilizzò per la Golwyn Pictures Corporations dal 1916 al 1923. Dietz si laureò presso la Columbia University, il soprannome delle squadre sportive di questa Università era appunto: “i leoni” la stessa canzone da combattimento della Columbia era Roar Lion Roar” . La scritta presente in alto sul fiocco della pellicola cinematografica “Ars Gratia Artis” significa : l’Arte per l’Arte, in mezzo Slats, leone arrivato da Dublino.

In breve tempo, l’immagine del Leone divenne l’elemento di riconoscimento della Società, che ormai vantava contratti con i migliori registi e attori del momento, in particolare poi dal 1928 con l’arrivo del cinema sonoro dove all’immagine venne associato il ruggito. il primo leone infatti si limitava a girare la testa attorno al cerchio e fu l’unico a non ruggire.

Sette furono i leoni che si susseguirono nella sigla fino all’arrivo dell’immagine digitale che mandò in pensione l’ultimo Re della foresta. Nel 1924 con molta paura e adrenalina in corpo venne registrato su disco grammofonico il ruggito di Jackie, leone selvatico portato dal Sudan, il pubblico potè ascoltarlo per la prima volta assistendo alla proiezione del film Ombre Bianche, Jackie fu anche il leone dei film di Tarzan con Johnny Weissmuller.

A Jackie si susseguirono Telly, che fu il primo leone visto a colori grazie alla tecnologia Technicolor, poi Coffee, Tanner, George fino a Leo, il più longevo, il suo ruggito ci accompagna con registrazioni varie dal 1957. A parte la stilizzazione del leone per il film 2001 Odissea nello spazio, Leo è ancora adesso il logo utilizzato, modificato tramite effetti digitali in 3D parte dal primo piano dell’occhio, questo logo è stato usato per la prima volta per il film Skyfall, ventitreesimo episodio della saga di 007.

Ora, dopo 4.000 film e oltre 200 premi Oscar vinti ,, la Metro Goldwin Mayer dopo aver attraversato un lungo periodo di crisi finanziaria è stata rinominata MGM Holdings e fa parte del consorzio Sony , il ruggito di Leo si è un po’ affievolito, sentirlo però mi fa ancora scattare e portare l’attenzione alla proiezione, perchè so che è un film Marca Leun

Informazioni su labottegadelciabattino

Sono un curioso del XX secolo
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