Quelli che al cinema ballavano il Twist

Nato negli Stati Uniti, da dove poi si diffuse in tutto il mondo, il Twist è un ballo che pare abbia avuto origine da una danza degli schiavi che la ballavano nelle piantagioni di cotone americane. Il ballo prese il nome dalla canzone del 1958 The Twist” di Hank Ballard (del gruppo musicale Hank Ballard & the Midnighters), incisa in cover da Chubby Checker. Quest’ultimo viene considerato l’inventore del Twist, specie dopo il brano del 1961 Let’s Twist Again”.

Agli fine degli anni ‘50 dopo il successo di Volare, il noto paroliere Franco Migliacci parte assieme all’amico Domenico Modugno alla scoperta dell’America. Da dove torna con un sacco di emozioni e di idee tutte illuminanti sul proprio futuro lavorativo. Scopre ad esempio che è appena esploso un nuovo, trainante mercato musicale, costituito solo da teenagers. «È pensando a loro, ai giovani, che mi porto dietro anche una pazza voglia di scrivere un twist. Era un ballo ancora agli albori negli Stati Uniti, dove sarebbe esploso un paio di anni dopo – chiarisce Migliacci — ma già allora mi aveva colpito per la libertà di dimenarsi piegandosi sulle gambe». Succede così che l’Italia scopra la febbre di questa nuova, giocosa variante del rock and roll grazie al brano: Tintarella di Luna” cantata da Mina e presentata nel 1959.

Mina e Adriano Celentano diventarono le icone di questa nuova rivoluzione musicale e culturale, eh si, perché oltre alle canzoni, ai dischi, questi giovani cominciarono anche ad occupare le pagine dei giornali, spazi nei notiziari, con loro arrivò anche un nuovo genere cinematografico, quello dei Musicarelli, che secondo il critico cinematografico Steve Della Casa il nome, già in uso all’epoca, “musicarello” farebbe il verso al più celebre Carosello, sottolineandone così l’aspetto pubblicitario senza dimenticare la presenza costante degli stessi protagonisti nelle pubblicità. In realtà i film del genere musicarelli, nacquero negli anni 50, col sottogenere melodico, i migliori interpreti furono Claudio Villa e Luciano Tajoli. Urlatori alla sbarra, così come il precedente I ragazzi del Juke-box e il successivo Balliamo insieme il Twist diedero vita ad un profondo cambiamento in questo genere cinematografico, lo si può intanto capire dai titoli stessi e dalla età stessa degli interpreti, notevolmente più giovane, un genere che durò tutto un decennio e che vide tra gli interpreti migliori Gianni Morandi, Little Tony, Caterina Caselli, Albano, Rita Pavone

I film fondamentalmente erano una promozione musicale, che anticipò gli attuali videoclip, storie brevi, scorrevoli, che tra una storia e l’altra d’amore, spesso denunciano la difficoltà di rapporti generazionali, il vecchio bigottismo democristiano, che da parte sua risponde con censure alla proiezioni di queste pellicole nei cinema Parrocchiali. Basti pensare ad esempio alla pellicola Urlatori alla sbarra del 1960 con Mina, Adriano Celentano Mario Carotenuto, Gorni Kramer e Joe Sentieri e che vide tra l’altro tra gli interpreti il Jazzista americano Chet Baker e un esordiente Lino Banfi. Questo film venne giudicato dal Centro Cattolico Cinematografico come Escluso per tutti, con la seguente motivazione morale. “…a parte una satira politica non sempre spiritosa, il film contiene numerose scene e battute di dialogo inaccettabili… la visione del film è pertanto da escludere”. Nel film Celentano cantava: «Ci volete proibire /Volete punirci/Perche portiamo i jeans/Senza mai considerar/ Questa nostra età» .

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Sono un curioso del XX secolo
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