Cinema, storia di una crisi

Salvatore: Da quanto tempo avete chiuso?

Spaccafico: A Maggio fanno sei anni, non veniva più nessuno. Lei lo sa meglio di me, la crisi, la televisione, le cassette. Ormai il Cinematografo è solo un sogno. Adesso l’ha acquistato il Comune per farci il nuovo parcheggio pubblico, sabato lo demoliscono, che peccato!

Il dialogo è tratto dal film: Nuovo Cinema Paradiso, la scena è quella del funerale di Alfredo, il vecchio operatore cinematografico, il corteo funebre si ferma davanti all’ormai abbandonato locale, e li Totò, affermato regista incontra il Signor Spaccafico che al tempo, grazie ad una vincita milionaria, dopo l’incendio che lo distrusse, rimise a nuovo il Cinema Paradiso. Questo dialogo, immaginato nel film verso gli anni 80, riflette appieno la grave crisi in cui si trovarono i locali cinematografici, in particolare quelli della seconda e terza cintura

A metà degli anni 50 in Italia, il cinema era la seconda industria per importanza, vantava circa 8.000 sale cinematografiche, raggiunse il suo apice negli anni 60 con 10.000 sale. Si raggiunse nel 1955 il record di spettatori con 855 milioni di biglietti staccati nell’anno.

Il periodo d’oro è stato, in effetti, quello del secondo dopoguerra– quando ancora la televisione non era diffusa nelle case delle famiglie. Allora le persone che si recavano al cinema erano dieci volte quelle di oggi, ed esso rappresentava senza dubbio una delle principali fonti d’intrattenimento. Dall’inizio degli anni ‘70 è però cominciato un calo a picco, a cui si sono contrapposte continue ed enormi spese per l’ammodernamento e la messa in sicurezza (dopo l’incendio del cinema Statuto a Torino). Tutto questo, poco alla volta ha decretato la chiusura di molti Cinema di paese, spesso gestiti da una conduzione famigliare o dal volontariato che girava attorno alle Comunità Parrocchiali.

Successivamente, la comparsa di piattaforme streaming a sostituire il vecchio blockbuster e prima ancora le VHS e l’evoluzione del noleggio a singolo film in abbonamento mensile a costo ridotto ha creato un’offerta difficilmente contrastabile.

Tutto questo infatti ha portato nel 2018 (ben prima del Covid) ad avere un numero di spettatori nell’anno di 86 milioni.

Infatti, bisogna sottolineare come il progresso tecnologico non si può e non si debba frenare, quando il suo scopo è quello di agevolare la vita di tutti i giorni. Ma quello che invece non dovrebbe mancare, e che purtroppo sta mancando, è il processo di sensibilizzazione delle persone verso tutti quegli ambienti che rischiano di chiudere per sempre. Questo è un discorso trasversale che vale per tutti quei settori che avevano resistito fino ad ora e che adesso sentono il terreno franargli sotto i piedi. Parlo ovviamente delle librerie, dei negozi di musica, di tutta la filiera legata al collezionismo di film, vinili e molto altro.

Informazioni su labottegadelciabattino

Sono un curioso del XX secolo
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