Michele Senestro e il primo sciopero a Pancalieri

Tra le tante curiosità contenute dentro il bellissimo volume: “Pancalieri dall’origine al 1945” scritto da Roberto Manassero (Fusta Editore) , una mi riguarda da vicino o meglio riguarda la mia famiglia, i miei avi. Il primo sciopero avvenuto a Pancalieri, di cui si abbia memoria, fu organizzato proprio da un Senestro, tale Michele, di professione fornaio.

Era l’aprile del 1792, all’epoca i forni per la cottura del pane erano due, uno situato nella attuale via Don Perardi e l’altro in Vicolo del Forno, il proprietario, il Marchese Turinetti di Priero, metteva all’appalto periodicamente la gestione, i vincitori dell’appalto, provvedevano poi ad assumere fornai e garzoni.

Di norma i Pancalieresi impastavano il pane e poi lo portavano a cuocere nei forni del Marchese, pagando con fascine di bosco e once di pane (l’oncia è una misura che corrisponde a circa a 30 gr.)

Accadde che un giorno, il pane portato da un Pancalierese uscì “guastato” dal forno, forse troppo cotto o addirittura bruciato, il Pancalierese in questione portò le sue rimostranze al Consiglio Comunale che immediatamente convocò l’amministratore del Marchese, il sig. Turletti, l’appaltatore del forno Giuseppe Antonio Cocco e il fornaio Michele Senestro, accusato di negligenza nella cottura del pane.

Dopo attenta e lunga perizia venne appurato che il problema nasceva dalla legna scadente che l’appaltatore, per risparmiare, dava al fornaio. Condannato a dare legna di ottima qualità, l’appaltatore a questo punto decise di fare la cresta sui fornai e garzoni, togliendo quella percentuale di pane che a loro spettava dalle cotture.

I fornai con a capo Michele Senestro si ribellano, minacciano e iniziano lo sciopero, con immaginabili conseguenze per la popolazione come riportato sui registri comunitari di allora: “ ….prima di cuocere il pane, le fanno (le donne) aspettare per più giorni, con grave danno per le famiglie”.. L’appaltatore Cocco reagisce e decide di ridurre i fornai da 6 a 3, a questo punto la popolazione si schiera con i fornai e i garzoni.

Dal Consiglio Comunale si decide di intervenire presso il Marchese invitandolo a provvedere e a far ricorso alla Avvocatura Generale alla quale già la comunità si era rivolta “…pregandolo di dare quelle provvidenze che otterrà opportune per ovviare a questi disordini…”

Finalmente , il 4 Giugno 1792 il Consiglio Comunale delibera di attenersi alla tradizione e invita il Marchese a farla rispettare, i fornai rientrano tutti al lavoro, inoltre, l’appaltatore dovrà regalare a ciascuno alla fine di ogni anno un paio di scarpe, consuetudine caduta in disuso per favorire i guadagni dell’appaltatore.

Appaltatore che tuttavia, malgrado le sue malefatte non esitò nel 1800, con il ritorno di Napoleone in Piemonte e il conseguente l’insediamento delle Municipalità al posto dei Consigli Comunali, a farsi nominare rappresentante di detta Municipalità, una usanza tipicamente italiana, ancora adesso molto in voga

Informazioni su labottegadelciabattino

Sono un curioso del XX secolo
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