Arturo Ambrosio, il pioniere del Cinema, abitava a Pancalieri

Sfollato a Pancalieri nel 1943 non mollò mai la sua grande passione, collaborando con la Filodrammatica locale come regista in diverse opere teatrali

Arturo Ambrosio era il padre di Isabella, moglie dell’avvocato Roberto Clara, figura di spicco a Pancalieri, passò in seguito gli ultimi anni della sua vita nel nostro paese, dove morì il 25 marzo 1960.

Nato a Torino il 3 dicembre 1870 da Biagio e Isabella Craveri, una famiglia della piccola borghesia cittadina, preso il diploma da ragioniere, trovò lavoro come impiegato presso una piccola ditta di tessuti, ma la sua grande passione era la fotografia: “Faceva ritratti a tutti”. Dopo essere stato a lungo incerto sulle sue prospettive professionali, decise infine di seguire nel 1901 un corso di specializzazione a Basilea, e nel 1902, abbandonata l’azienda di tessuti dove lavorava, aprì un piccolo negozio di articoli ottici e fotografici nel centro di Torino, in via S. Teresa che divenne ben presto un luogo di incontro per nobili e borghesi e per fotoamatori. Divenne fornitore ufficiale di casa reale, a lui infatti i Savoia, misero a disposizione una stanza della foresteria nel castello di Racconigi e nella tenuta di Sant’Anna di Valdieri.

Sempre più incuriosito dai progressi della fotografia e della cinematografia, nel 1903 si recò a Parigi, dove nel 1895 era nato il cinema, grazie alla meravigliosa invenzione dei fratelli Lumiere. Tornò dalla capitale francese con una macchina da presa e si dedicò ai documentari “la prima corsa Susa-Moncenisio” fu il suo esordio, poi vennero altri successi. L’accoglienza entusiastica dei suoi documentari da parte del pubblico torinese, indusse l’Ambrosio ad abbandonare tutte le altre attività per dar vita nel 1905 ad una società di produzione cinematografica, la Film Ambrosio e C.

Il 1906 segnò l’inizio della produzione con trenta film drammatici, ventidue comiche e trentuno documentari girati per il mondo con la collaborazione di Roberto Omegna, nel 1907 la Ambrosio Film e C. venne sostituita dalla Società Anonima Ambrosio S.p.a., vennero scritturati i migliori attori del momento come Mary Cleo Tarlarini (la prima diva in assoluto del cinema italiano) Ernesto Vaser, Gigetta Morano. Lanciò attori divenuti poi famosi come il francese Marcel Fabre (Robinet) , dal piccolo teatro di posa costruito nel suo giardino di via Nizza, Ambrosio realizzò uno studio in via Catania e successivamente nel 1911 ingaggiò l’architetto Pietro Fenoglio per la realizzazione di un teatro di posa in via Mantova angolo lungo Dora Firenze, considerato tra i più avanzati d’Europa, che permetteva di raggiungere un ottimo livello di illusionismo cinematografico, producendo fino a dodici film al mese

Dopo il successo de: “Gli ultimi giorni di Pompei”, Ambrosio ottenne i diritti di rappresentazione cinematografica di tutte le opere di Gabriele D’Annunzio e vinse il I° premio al primo concorso mondiale di cinematografia con il film Nozze d’oro, nello stesso anno accettò l’invito dello zar Nicola, che desiderava creare anche in Russia una cinematografia nazionale, e vi realizzò numerose pellicole. Purtroppo, l’avvento della Prima guerra Mondiale, provocò un arresto della attività cinematografica, lo stabilimento dell’Ambrosio venne requisito dall’esercito per realizzare una fabbrica di materiale bellico, la crisi economica colpì anche il mondo del cinema, dopo aver prodotto altri film, tra cui Cenere con Eleonora Duse, nella sua unica apparizione cinematografica e il Fiacre n. 13 (girato in parte a Lombriasco) Ambrosio si trasferì a Roma, dove rimase fino al 1943, producendo altre pellicole, tra cui il “Quo Vadis”, infine abbandonò definitivamente il mondo del cinema.

In tutta la sua carriera cinematografica, realizzò 1478 film, sperimentando tutte le tecniche e tutte le possibilità espressive che il mezzo cinematografico offriva.

Informazioni su labottegadelciabattino

Sono un curioso del XX secolo
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