Quando si andava al cinema

Troppo spesso, parlando di grandi successi cinematografici si è portati a parlare di record di incassi, in realtà non è corretto, anche perché nel corso degli anni, i biglietti di ingresso al cinema cambiano di prezzo. Molto più corretta è una ricerca sul numero degli spettatori e a sorpresa le attuali classifiche vengono totalmente stravolte.

In Italia ad esempio, il record di incassi cinematografici è detenuto dal film di James Cameron: Avatar con 65.679.238 Euro, dietro di lui, il film di Checco Zalone: Quo Vado con 65.341.588, Zalone si riconferma al terzo posto con Sole a catinelle che incassò 51.948.550 Euro, Titanic, sempre di Cameron è al quarto posto con 50.217.865 Euro, buon quinto Roberto Benigli con: La vita è bella che al botteghino incassò 47.514.035 Euro. Il film del regista toscano, tuttavia proprio per i motivi prima citati, risulta tra tutte queste pellicole, essere quella col maggior numero di spettatori, ben 9.702.524.

Però, sempre parlando di film proiettati in Italia, se questi numeri vi possono sembrare grandi, pensate che il film di Benigni, per il numero degli spettatori, nel nostro paese è soltanto al 31° posto, dopo i grandi classici degli anni 60 e 70. Andando sul podio, al terzo posto Sergio Leone con Per un pugno di dollari che staccò ben 14.797.275, secondo posto per un film rivisto pochi giorni fa in TV: Ultimo tango a Parigi di Bernardo Bertolucci con 15.623.773 spettatori, film più visto in Italia, un classico di Leone Tolstoj: Guerra e pace del regista statunitense King Vidor, il film che racconta di una storia d’amore durante il periodo della campagna Napoleonica in Russia fù visto da ben 15.707.723 spettatori.

Motivo di particolare orgoglio questo primo posto per noi piemontesi, il film, girato quasi tutto in Italia, data anche la produzione di De Laurentis e Carlo Ponti, vide come aiuto regista Mario Soldati, grande conoscitore delle nostre pianure. Gli scenari naturali piemontesi e la magnificenza barocca delle residenze sabaude furono giudicati dai produttori come il teatro ideale per ambientarvi le scene del kolossal hollywoodiano, che ricostruisce vicende svoltesi nella Russia di primo Ottocento. Proprio in Piemonte i produttori del film trovarono gli esterni, architettonici e naturali, che più potevano richiamare la Russia Imperiale di primo Ottocento: nell’opera appaiono così la Palazzina di caccia di Stupinigi, con il meraviglioso salone centrale in cui si agita un inquieto Napoleone, poi lo scalone juvarriano di palazzo Madama e il cortile del seicentesco castello del Valentino, infine vi compaiono esterni della settecentesca Palazzina di caccia di Ternavasso, nei pressi di Pralormo.

Come comparse per le scene in esterno vennero utilizzati I soldati del battaglione Susa, di stanza a Pinerolo, sul colle del Sestriere per le scene della ritirata di Russia, a Casale Monferrato fu richiamato l’undicesimo battaglione, allora nella caserma Bixio, per girare le scene della battaglia della Beresina, su un Po invernale, dove si intravedono i tipici argini, imbiancati per l’occasione. La battaglia di Austerlitz fu girata nelle campagne di Scalenghe con la partecipazione dei cavalleggeri di Pinerolo.

Come tutti i kolossal che si rispettino, Guerra e pace oltre ad un cast stellare di attori, quali: Audrey Hepburn, Henry Fonda, Mel Ferrer, Vittorio Gassman, Anita Ekberg, richiese un grosso spiegamento di mezzi, ben 200 cannoni, 35 carrozze, migliaia di comparse, per ricreare l’ambientazione tipicamente invernale venne utilizzato per la prima volta un particolare tipo di schiuma a base di ammoniaca che aveva un aspetto molto più simile alla neve vera rispetto ai trucchi utilizzati fino ad allora e si conservava senza alterarsi per diversi giorni, permettendo quindi una migliore gestione delle riprese. L’unico difetto era che emanava vapori di ammoniaca fortemente irritanti per gli occhi e dall’odore nauseabondo.

Una curiosità: Il film fu proiettato in prima assoluta in Europa proprio tra le colline del Monferrato, domenica 16 settembre 1956, nel cortile d’onore del castello di Gabiano alla presenza di 1500 spettatori. Questo evento eccezionale poté avvenire perché l’avvocato e onorevole Giuseppe Brusasca, nativo di Cantavenna, ricopriva allora la carica di sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega allo spettacolo. Brusasca ottenne così dal produttore del film, De Laurentis, d’avere quella preziosa anteprima di un film girato per buona parte in Piemonte.T

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