Dio, Patria e Famiglia (segreta)

Da un po’ di tempo non mettevo le mani tra i miei vecchi giornali e documenti, mio padre (il ciabattino) teneva proprio di tutto e tra ritagli e fotografie di Benito Mussolini, mi è spuntato questo articolo, che se non fosse per la tragicità dell’evento, farebbe anche un po’ sorridere al pensiero del famoso motto fascista: “Dio, Patria e Famiglia” E si, perché a quanto pare, il Duce, di famiglie ne aveva ben due. A parte il noto harem di cui amava circondarsi, pare proprio che prima di sposare Rachele, il buon Benito fosse promesso sposo in quel di Milano con una facoltosa donna austriaca, tale Ida Dalser che gli avrebbe dato pure un figlio nel novembre del 1915. Ida Dalser, proprietaria di un salone di bellezza nel centro di Milano, inizio la relazione con Benito Mussolini quando ancora era fidanzata con Giuseppe Brambilla amministratore delegato della Carlo Erba, che per questo motivo rinunciò alle nozze, la Dalser lo denuncio chiedendo un risarcimento di cento mila lire, tale risarcimento venne però respinto.

Nessun dubbio che ebbe da Mussolini un figlio nato a Milano il 16 novembre 1915, cui fu posto il nome di Benito Albino e che fu da Mussolini riconosciuto come proprio figlio naturale con atto del notaio Buffoli di Monza in data 8 aprile 1916. Nessun dubbio che Mussolini fosse, nel frattempo, già «accasato» con la ragazza del paese, Rachele Guidi, dalla quale, nel 1910, aveva avuto la prima figlia, Edda. E infine, nessun dubbio che, soltanto un mese dopo la nascita del piccolo Benito Albino, Mussolini sposò con rito civile, a Treviglio, Rachele Guidi, che da quel momento si trasferì a vivere con  lui e con la piccola Edda a Milano, in via Castelmorrone.

Ma Ida Dalser voleva Mussolini tutto per sé e non gli perdonò mai di averla ingannata, nascondendole che aveva un’altra donna. Tra i documenti che arricchiscono l’argomento, c’è una lettera autografa di Mussolini in data 15 febbraio 1920, che è un’autentica confessione. Vi si legge: «La persona di cui mi parli è una pericolosa, squilibrata e criminale ricattatrice e falsaria. Ho avuto una relazione con lei, ho riconosciuto il figlio, ma non è mai stata, e non è e non diventerà mai mia moglie”. In realtà, querelato dalla Dalser con richiesta di risarcimento danni in quanto «sedotta e resa madre con promessa di matrimonio non mantenuta», durante il processo Mussolini ammise di avere avuto una relazione con lei, riconobbe di essere il padre del bambino e si offrì di provvedere al suo mantenimento versando alla madre la somma di lire 200 mensili. il Tribunale accolse la proposta.

Che la Dulser fosse una approfittatrice è certo, (anche se lei affermò di essersi ridotta sul lastrico per i prestiti fatti a Mussolini per l’acquisto della proprietà del giornale ) il suo atteggiamento tuttavia cominciò a dare fastidio a Mussolini che nel 1926 la fece rinchiudere prima nel manicomio di Trento, poi a Venezia dove morì nel 1937. In una delle sue ultime lettere scrisse: Non satura l’infermiera di avermi legato mani e piedi applicandomi le torture del medioevo m’ha imbacuccata la testa con le coperte di lana nelle quali svenni soffocata. Senza aiuto, poiché l’ordine era così. Mille volte la fucilazione nella schiena piuttosto che vivere tormenti senza pace alla mercé dei bruti.

Del figlio invece, si seppe che tolto alla madre nel 1926 all’età di undici anni, venne dato in adozione, il Duce non fece fatica a convincere un uomo di Trento, fedelissimo del regime, Giulio Bernardi, ad adottarlo e ad attribuirgli il suo cognome. Il giovane, dopo avere frequentato la Scuola navale di La Spezia, insieme al nipote di Giulio Bernardi, Giacomo Minella, testimone chiave della ricostruzione storica della vicenda, si imbarcò nei primi anni Trenta per la Cina. Qui venne informato della notizia della morte della madre e da questa notizia iniziò la sua immane sofferenza ela continua ricerca della verità che fu volutamente scambiata per pazzia, recluso nel manicomio di Mombello dove morì a soli 27 anni

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Sono un curioso del XX secolo
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2 risposte a Dio, Patria e Famiglia (segreta)

  1. laulilla ha detto:

    La vicenda è diventata qualche anno fa (2009) un bel film di Bellocchio: Vincere. Ciao!

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