Elezioni 18 aprile 1948 “Dio ti vede….”

Il 18 Aprile 1948 è passato alla storia perché è stato l’anno delle prime elezioni politiche in Italia dopo l’entrata in vigore della Costituzione Repubblicana che hanno comportato una scelta di campo nel nuovo contesto internazionale.  La posta in gioco, si dice, è alta: il voto degli italiani stabilirà non solo a quale forza politica affidare il governo nella I legislatura repubblicana, ma soprattutto a quale schieramento internazionale appartenere: il blocco occidentale guidato dagli Stati Uniti o quello orientale dominato dall’Unione Sovietica.

Quarantasette milioni di abitanti dello Stivale – erano 29,1 milioni i cittadini che si apprestavano ad andare alle urne, nonostante il piano Marshall che aveva dotato di aiuti economici l’Europa, erano provati dall’esperienza del fascismo e della guerra. Il 23 per cento delle abitazioni non aveva l’acqua e il 73 per cento era privo di servizi igienici. Era dunque assai diffusa la speranza che la competizione avrebbe cambiato il tenore di vita

In Italia, la campagna elettorale si tiene a tutto campo: nelle piazze riempite dai comizi dei leader e nelle strade tappezzate di manifesti, simboli di partito e slogan ad effetto. Celebre è quello dello scrittore Giovannino Guareschi: “nel segreto dell’urna Dio ti vede, Stalin no”. Ideato per convincere gli elettori cattolici a dare preferenza alla DC piuttosto che al Fronte, gioca su una comunicazione fortemente emotiva. Il rischio che la Sinistra possa affermarsi alle urne spinse anche la Chiesa cattolica ad intervenire. Papa Pio XII promuove la creazione dei Comitati Civici guidati da Luigi Gedda, i quali risultano fondamentali per la mobilitazione delle masse cattoliche in ogni diocesi del Paese. Sempre i Comitati di Gedda s’impegnarono nell’organizzazione di lunghe processioni notturne molto spettacolari e scenografiche della «Madonna pellegrina». La statua di Maria accompagnata da veglie, preghiere e canti di Salve Regina approdava così non solo nelle comunità parrocchiali ma anche nelle fabbriche tra gli operai e nelle campagne tra i braccianti ». Il Fronte controbatteva con il volto sorridente di Garibaldi: «Se voti per me voti per te». L’Eroe dei Due Mondi era poi esibito durante i tour di camion addobbati con il tricolore «per la raccolta di soldi, di polli e di uova per la mobilitazione delle masse». Lo stesso Garibaldi veniva però raffigurato dalla DC, che rovesciandone l’immagine lo presentava come Stalin

Il responso delle urne è dirompente: la Democrazia Cristiana ottenne la maggioranza relativa dei voti, il 48,5%, e quella assoluta dei seggi, ben 305 alla Camera dei Deputati. Il Fronte Democratico si ferma al 31% conquistando 183 seggi. Le sinistre scontano anche la spaccatura interna ai socialisti, consumatasi l’anno prima con la scissione di Palazzo Barberini e la nascita del Partito Social Democratico di Giuseppe Saragat (la lista di riferimento, Unità Socialista, prende il 7%).

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