Il Comandante Milan e il Nucleo Arditi

 

E’ una sera di fine aprile 1944. In una baita del Montoso, si riuniscono i Comandanti Partigiani di distaccamento delle vallate. Dopo i duri rastrellamenti tedeschi del marzo 1944 occorre riorganizzare le fila. Sono emerse debolezze organizzative a cui bisogna porre rimedio. Prima di tutto il problema delle reclute, che oltre ad appesantire l’azione dei reparti durante gli attacchi nemici (per la loro inesperienza), spesso sono state le prime vittime. Viene deciso di creare il distretto, per provvedere all’addestramento e alla sistemazione dei nuovi arrivati. Milan (Isacco Nahoum) lancia una idea: lui che in seguito ai rastrellamenti, si era rifugiato a fondovalle, notando i paesi occupati dalle guarnigioni nemiche, propone che gli venga dato un gruppo di uomini, decisi a tutto, con cui stabilirsi in pianura. Per attaccare i nazifascisti, con azioni di sorpresa. La proposta lascia alcuni Comandanti perplessi, ma Petralia, crede che vada seriamente esaminata.

A maggio, la proposta di stabilirsi con armati in pianura viene approvata dal Comando di Brigata. E’ certamente rischioso, fino ad ora in pianura hanno agito soltanto gli uomini e le donne addetti ai vari servizi di staffetta e di informazione, ci sono state si, azioni in pianura, ma tutte partivano e facevano ritorno dalla montagna, quasi sempre di notte o alle prime luci dell’alba. Milan e Petralia, scelgono il luogo più adatto per stabilire la base. Nei pressi di San Martino, una frazione di Barge, in una località isolata, c’è il “ciabot”, un piccolo cascinale nascosto tra gli alberi. Poco lontano ci sono il monte Bracco e i boschi di Staffarda che assicurano vie di fuga in caso di attacco, tra i cespugli è nascosto un parcheggio di biciclette. Quella zona venne chiamata: “Il Quadrilatero”. E subito la prima sera, al comando di Milan, entrano in azione, non più di dieci, quindici Partigiani si recano prima ad interrompere la ferrovia Pinerolo – Torino, poi a Villafranca Piemonte per interrompere le linee dell’alta tensione. Per questi Blitz, sono stati scelti i migliori Partigiani. Diventerà questo, il Nucleo Arditi della IV Brigata Garibaldi.

Scrive il Comandante Milan nel suo diario storico:

30 MAGGIO: Milan prende il comando di tutti i nuclei in pianura, che vengono riuniti in un quadrilatero di sicurezza con sei chilometri di lato. Il quadrilatero è formato grosso modo dalle strade intersecanti: S.Martino di Barge – Crociera di Barge – Ponte Po – Envie.

2 GIUGNO: …. Le squadre dislocate in pianura con compiti prettamente di attacco prendono il nome di “Nuclei Arditi” oltre alle azioni di sabotaggio contro le forze nemiche, i Nuclei Arditi provvedono a fornire viveri all’Intendenza di Brigata….

5 GIUGNO: …Sei Nuclei Arditi, montati su due automezzi, al Comando di Milan, si recano a Trofarello, bloccata la stazione, fanno saltare la cabina di blocco e tutti gli scambi….da parte nostra nessun ferito.

25 GIUGNO: 40 uomini divisi in due squadre al comando di Romanino e Pippo, entrano nel paese di Airali, una pattuglia fascista, vicino alla caserma, viene attaccata. Dopo un intenso fuoco di alcuni minuti, la squadra si ritira. La pattuglia fascista ha avuto perdite di dodici uomini e diversi feriti. Da parte nostra nessun ferito.

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4 risposte a Il Comandante Milan e il Nucleo Arditi

  1. Nino Luraghi ha detto:

    Ciao Ciabattino. Quello a sinistra nella foto di Mileno e Sandro dev’essere Reno, al secolo Elio Culasso, il fratello maggiore di Mileno. Quello che ti scrive (con ammirazione per il tuo lavoro) e’ Nino Luraghi, figlio di Martelli.
    Ciao,
    Nino

  2. Alessandro ha detto:

    Ho letto oggi alcune tue “pagine” sulla Guerra di Liberazione e non posso che essere pienamente d’accordo con Luraghi per il tuo lavoro, complimenti e anche un grazie.

    ciao,

    Alessandro Nahoum

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