I marxisti sulla linea gotica

La notizia pubblicata sul "Mattino"

La notizia pubblicata sul “Mattino”

Pensioni per marxisti disseminate sulla linea gotica. Il mistero di un albergo a Covigliaio che si dice essere chiuso con 46 dirigenti comunisti dentro. Disciplina militare in una scuola per sindacalisti. Una rappresentazione sacrilega nel giorno di Natale.  Il Generale Z.

Questo impressionante scoop giornalistico, uscito nelle edicole sabato 12 gennaio 1952, fu una delle brillanti idee della propaganda democristiana ai tempi dei forchettoni.  La notizia uscì sul “Mattino dell’Italia centrale”, quotidiano che ai tempi sostituiva la “Nazione” di Firenze. Direttore era tale Ettore Bernabei, fanfaniano di lungo corso, diventato poi direttore della RAI dal 1960 al 1974.

L’articolo a firma di Franco Albani, raccontava di: < un automobilista che fermatosi per caso in un bar,  tra i passi della Futa e della Raticosa, nell’appennino tosco-emiliano, rimase sorpreso ascoltando due giovanotti dall’aria spavalda e con accento piemontese, che chiedevano al barista dei liquori: “ vogliamo però vodka o fior di steppa” li senti dire.  Incuriosito l’automobilista chiese informazioni al barista sui due forestieri. Sono della VERT rispose il gestore. Proseguendo il suo viaggio, qualche kilometro dopo, l’automobilista notò un cartello che lo fece trasalire! 139 metri a monte: Albergo coop V.E.R.T.  Ristorante cucina bolognese. Era l’ora di andare a mangiare e quindi l’automobilista sempre più incuriosito pensò di recarsi laggiù. Trovò una palazzina di quattro piani, le finestre del piano terra erano chiuse, ma….si intuivano le ombre di molte persone contro la luce di un lampadario. Fece per entrare ma un uomo le si parò contro, “ l’Albergo è chiuso, non danno da mangiare al primo venuto e non vogliono essere disturbati”. Fu così che l’automobilista si diresse verso Firenzuola, sempre più deciso a scoprire il mistero della VERT. Scoprì così che l’albergo (chiuso al pubblico) ospitava 46 dirigenti comunisti, sottoposti ad una vera e propria disciplina militare che li addestrava secondo gli insegnamenti del sindacalismo sovietico.  L’albergo venne aperto alla popolazione solo nell’occasione del Natale, ove mamme inorridite, portarono via le proprie figlie, davanti ad una rappresentazione sacrilega, preparata da questi ospiti marxisti della VERT, una satira ove le litanie dei santi erano costituite da parole oscene e da una parodia sacrilega del presepe>.

Sempre secondo il giornalista, in questo pericoloso triangolo: Firenze, Imola, Bologna, ove risiedevano molti dirigenti del PCI, c’erano altre scuole marxiste, tutte quante gestite da un ex ufficiale dell’Esercito Italiano, che si faceva chiamare: Generale Z.

Ho voluto raccontare questo episodio, non per riaccendere vecchie polemiche, ma semplicemente per raccontare cosa accadde e come era la vita dei sindacalisti di allora. Lo so bene, perché uno dei due “giovanotti dall’aria spavalda e dall’accento piemontese” era mio padre. Giovanni Senestro, per chi lo ha conosciuto, era astemio. Segretario provinciale della Federbraccianti  negli anni 50, era stato invitato insieme ad un altro piemontese ad un corso, di una settimana, organizzato dalla CGIL presso l’albergo cooperativa VERT a Covigliaio (conservo ancora, tutto il materiale).

A Covigliaio, i pericolosi marxisti  pranzano (staran mangiando bambini?). Il secondo da sinistra, coi baffetti, è Giovanni Senestro.

A Covigliaio, i pericolosi marxisti pranzano (staran mangiando bambini?). Il secondo da sinistra, coi baffetti, è Giovanni Senestro.

Erano quelli del dopoguerra, tempi duri, specialmente dei piccoli centri, per chi manifestava fede di sinistra, mio padre è sempre stato socialista. Certo per un Partigiano come Lui, il dopoguerra non si era presentato proprio come lo aveva sognato. Ritornando all’episodio della VERT ricordo ancora, che a distanza di anni, ogni volta che si parlava di Bernabei, mio padre lo ricordava con affetto…..”c’l Porcu

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Sono un curioso del XX secolo
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