Sebastiano Craveri

Zoolandia

 

Nato il 30 marzo 1899 a Torino, in via Bava 10, Sebastiano Craveri si dedica alla pittura e al giornalismo.  A 18 anni illustra tre libri tra i quali, il classico: “Lucio d’la Veneria”. Collabora con l’EIAR disegnando  umoristicamente i programmi del Radiocorriere. Nel 1937 inizia la sua grande avventura sulle pagine del settimanale cattolico “Il Vittorioso” dando vita, a un nutrito gruppo di animali umanizzati capeggiati dal saggio Giraffone, sullo stile tipicamente Disneyano.

I personaggi di Zoolandia, diventeranno popolarissimi e costituiranno gran parte della sua produzione. Craveri vi inserì numerosi animali che, nonostante le differenze di specie, costituivano una vera e propria famiglia: il saggio Giraffone era quasi un padre per il maiale Porcellino, l’orsetto Carboncino, la scimmia Jojo, il gatto Micio….perfino per il pesce Aprilino!  Mentre la volpe Birba faceva un po’ da mamma a tutti! In pratica, l’autore non si poneva nessun problema sui rapporti di parentela fra le singole specie animali. Quando i suoi fumetti passarono dal bianco e nero al colore, Craveri adottò una tecnica particolare in cui mescolava il nero, il grigio e gli acquerelli, ottenendo bellissimi effetti di sfumatura e rendendo i disegni più “caldi”, dolci e gradevoli..

Sfollato a causa dei bombardamenti a Carmagnola nel 1940, Craveri e la moglie si innamorarono di questa cittadina dove rimasero fino alla morte.

Grande amico di Gino Bartali  e appassionato di giochi di società, inventò il Giro ciclistico di Zoolandia, ogni settimana sul Vittorioso era raccontata a fumetti, una tappa ciclistica abbinata ad un concorso tra i giovani lettori che dovevano indovinare il vincitore della tappa, un idea che anticipò il Totocalcio e fece raddoppiare le vendite del Vittorioso.

Qualche volta i fumetti di Craveri, seppur ingenuamente e sempre tenendo conto del divertimento con cui li realizzava, si sono dimostrati addirittura profetici: in una storia degli anni ‘50, Giraffone e compagni costruiscono un cane meccanico che chiamano Tabui (per la cronaca, questo nome in dialetto piemontese significa bastardino)…..i cani robot sono oggi una realtà  sotto forma di giocattoli. Craveri è anche abile inventore di giochi di società Questi giochi erano generalmente commissionati da una ditta che a seconda del caso poteva essere la Marga, Bayer, Binaca ect e molto probabilmente di tali giochi veniva omaggiato il cliente che aveva acquistato i prodotti delle ditte sopracitate. Dal 1953 inizia la sua collaborazione con Famiglia Cristiana, dove disegna le strisce di Stan Boogen e la banda del tappo, lavorerà in seguito anche al Giornalino.

Nel 1969 mentre sta disegnando, un ictus gli ferma per sempre la mano, morirà a  Carmagnola il 25 ottobre 1973. La città grata per la sua presenza gli dedicherà un Asilo Nido Comunale.

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Sono un curioso del XX secolo
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