Le Segnalazioni del Centro Cattolico Cinematografico

CCC

Poco dopo l’invenzione del cinema, sotto il pontificato di Pio X, inizia un interessamento concreto alla nuova arte da parte dei cattolici. In mancanza di strutture idoneamente attrezzate, non pochi parroci, convinti delle potenzialità  educative e formative del cinema (all’epoca del muto molti film affrontano argomenti religiosi), usano le chiese per proiezioni cinematografiche, per tutelare la sacralità del tempio, il 10 dicembre 1912 Pio X ordina la promulgazione del Decreto della Sacra Congregazione Concistoriale con il quale si fa assoluto divieto di effettuare nelle chiese “ogni sorta di proiezioni o spettacoli cinematografici”.

A mano a mano che la produzione delle pellicole cresce e si fa largo nei gusti del pubblico nascono presso oratori, collegi, istituti e associazioni molte sale cinematografiche, allo scopo speciale di offrire un divertimento onesto e di salvaguardare la gioventù e le famiglie cristiane dai pericoli di una cinematografia moralmente non ineccepibile, la logica conseguenza è che, proprio per scegliere dentro una produzione in gran parte sconosciuta, nascono le prime Commissioni di revisione. Le prime revisioni dei film si devono all’iniziativa del Consorzio Utenti Cinematografici Educativi (CUCE), fondato a Milano il 7 ottobre 1926. In questa fase iniziale la Revisione divide i film in 3 categorie, identificate con le lettere A-B-C. Nella prima ci sono le pellicole da includere in programmi dati per ragazzi in Oratori, Collegi, Scuole, nella seconda le pellicole da destinare ad un pubblico misto di varie età, in spettacoli dati da Oratori, Associazioni, nella terza le pellicole che si possono dare in spettacoli di Cinematografi pubblici.

E’ il 1935 quando viene costituito il Centro Cattolico Cinematografico. In quello stesso anno è pubblicato il primo volume delle “Segnalazioni Cinematografiche”. Comincia così quella cadenza semestrale di pubblicazioni ( 2 numeri all’anno) che non verrà più abbandonata e prosegue ancora oggi. Nel 1936, all’indomani dalla promulgazione dell’enciclica “Vigilanti Cura” da parte di Pio XI, il CUCE cambia la denominazione in CCE (Consorzio Cinema Educativo). Nel giugno del 1936, infatti, Pio XI affronta il complesso fenomeno del cinema nell’enciclica “Vigilanti Cura” scritta all’ Episcopato degli Stati Uniti  e dedicata ai mezzi di comunicazione sociale. I film, dice il Pontefice, non devono « servire soltanto a passare il tempo », ma « possono e debbono illuminare gli spettatori e positivamente indirizzarli al bene » e sottolinea la necessità che “in ogni paese i vescovi istituiscano un ufficio permanente nazionale di revisione, con lo scopo di promuovere i film buoni, classificare tutti gli altri e farne giungere i giudizi ai sacerdoti e ai fedeli”.

Fino al 31 dicembre 1968 le valutazioni erano divise secondo le seguenti categorie:

O = per oratori, collegi e scuole

P = per sale parrocchiali

T = visibile a tutti

Tr = visibile a tutti in sala pubblica con riserva dei più giovani

A = visibile agli adulti

Ar = visibile agli adulti di piena maturità morale

S = sconsigliabile per tutti

E = escluso per tutti

Ecco alcune recensioni nella loro versione originale:

 Agente 007 licenza di uccidere – 1963     Ar

 Giudizio morale: L’innocua vicenda comprende scene brutali e altre sensuali con abbigliamenti succinti che impongono riserve. Per adulti con piena maturità  

Il sorpasso – 1963      S

E’ spiacevole che un regista che non avrebbe bisogno di espedienti di bassa lega per mostrare la sua abilità narrativa, abbia ripiegato su un eccessiva volgarità di situazioni, su un dialogo a volte grossolano e su particolari scabrosi e sensuali che rendono il film moralmente inaccettabile. Se ne sconsiglia la visione.

Sfida all’Ok Corral – 1957   S

Il film comprende numerosi elementi negativi, l’illegittimo connubio tra Doc e Ketty, il modo in cui viene considerato il gioco, quasi fosse una legittima professione; alcune scene di violenza; il voltafaccia dello sceriffo, presentato come integerrimo che toccato sul vivo non esita a gettarsi dietro le spalle la legalità che ha il dovere di far rispettare agli altri: La presenza di questi gravi elementi rende sconsigliabile la visone del film.

Don Camillo e l’Onorevole Peppone  – 1955  A

Nelle lotte tra i due avversari, trionfa sempre Don Camillo, il film si limita a presentare un piccolo ristretto mondo, diviso da diverse ideologie , ma dominato in fondo dal buon senso e da sentimenti amichevoli. L’accostare il sacro al profano (come Don Camillo nei colloqui con il Cristo) può ingenerare confusione nei giovani, la visione del film viene quindi riservata agli adulti.

 

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Una risposta a Le Segnalazioni del Centro Cattolico Cinematografico

  1. sergio ha detto:

    Un unico dubbio sugli AR: chi sarebbero, ieri e oggi, gli adulti con piena maturità. Io mi tiro fuori tranquillameente

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